{"id":160,"date":"2021-06-26T13:07:01","date_gmt":"2021-06-26T13:07:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/?p=160"},"modified":"2021-06-26T13:13:33","modified_gmt":"2021-06-26T13:13:33","slug":"tesi-1-le-catastrofi-del-capitalismo-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/2021\/06\/26\/tesi-1-le-catastrofi-del-capitalismo-reale\/","title":{"rendered":"Tesi 1 &#8211; Le catastrofi del capitalismo reale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi sanitaria, economica e sociale prodotta dalla pandemia causata dal virus SARS Covid 19 ha evidenziato le profonde contraddizioni del capitalismo e in particolare dalle forme aggressive assunte nella ormai lunga epoca dell\u2019egemonia neoliberista. Si tratta dell\u2019ennesima manifestazione della crescita cumulativa del potenziale di catastrofe, come caratteristica intrinseca di un modo di produzione che pone al primo posto l\u2019accumulazione di capitale e non i bisogni sociali. Sfruttamento, guerre, razzismi, disastri ecologici, fame, contraddizione di genere e patriarcato non sono residui di un passato in via di superamento, ma elementi costitutivi della \u201cmodernit\u00e0\u201d del capitalismo. Ne deriva la necessit\u00e0 di una critica radicale, indispensabile per immaginare alternative, ma anche per contrastare i processi in atto e limitarne gli effetti distruttivi.<br>L\u2019affermarsi del capitalismo come unico mondo possibile non ha corrisposto alle promesse degli apologeti, anzi dalla fine degli anni \u201980 si \u00e8 assistito all\u2019accumularsi di vere e proprie catastrofi. Assistiamo oggi alla convergenza su scala planetaria di crisi ecologica, crisi epidemiologica, crisi economica a carattere permanente, instabilit\u00e0 egemonica globale e guerre. La globalizzazione neoliberista ha riorganizzato le forme, gli spazi e le gerarchie dello sfruttamento imperialista e le catene del valore, ha svuotato le democrazie, smantellato i sistemi di protezione sociale, ha aperto la strada al risorgere di fascismi e ideologie razziste, nazionaliste e fondamentaliste.<br>Il virus SARS-CoV-2 ha la sua origine e si \u00e8 diffuso nella realt\u00e0 della globalizzazione neoliberista. In particolare nell&#8217;agrobusiness globale, che sta distruggendo foreste e aree rurali, compromettendo gli ecosistemi e le specie viventi, creando monocolture industriali vettori di trasmissione di malattie lungo i circuiti del capitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 emersa la contraddizione enorme tra la ricchezza dei Paesi capitalistici occidentali, con i loro potentissimi arsenali militari, e la loro incapacit\u00e0 di limitare gli effetti negativi sulla propria popolazione. L\u2019impreparazione e la stessa gestione dell\u2019emergenza sanitaria rappresentano una chiara prova del fallimento di un modello economico e sociale neoliberista che non d\u00e0 la priorit\u00e0 ai bisogni sociali e alla salute pubblica. Le politiche di austerit\u00e0, con i tagli e la privatizzazione della sanit\u00e0, insieme allo strapotere del padronato che ha impedito una chiusura efficace delle attivit\u00e0 non essenziali, hanno prodotto una strage evitabile in tutti i Paesi capitalistici avanzati.<br>Anche il virus ha offerto l\u2019occasione per la riproposizione della logica di quello che Naomi Klein ha definito il \u201ccapitalismo dei disastri\u201d, la crisi come occasione di ulteriore dispiegamento delle capacit\u00e0 predatorie del grande capitale. Lo si vede dalle forti resistenze delle multinazionali del farmaco alla necessaria sospensione della propriet\u00e0 intellettuale sui brevetti per i vaccini e le cure anti-covid e dal cosiddetto \u201cimperialismo vaccinale\u201d. I Paesi occidentali hanno messo i fondi e la potenza degli Stati al servizio del profitto monopolistico di \u201cBig Pharma\u201d, impedendo la concorrenza dei farmaci generici e limitando la produzione in tutto il mondo. I profitti sono stati tutelati anche a costo di produrre milioni di morti evitabili nei Paesi poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per usare un\u2019espressione di Engels il capitalismo continua a commettere \u201comicidi sociali\u201d su scala planetaria. E anche nella pandemia si \u00e8 manifestata la tendenza all\u2019apartheid globale che riguarda i rapporti economici, come le questioni climatiche e il saccheggio di territori e oceani come testimoniano le migrazioni in atto che peraltro ricadono in maniera risibile sul continente europeo. Dal 2020 si \u00e8 aggravata la catastrofe umanitaria rimossa della fame e della malnutrizione che, secondo i dati dell\u2019ONU, colpivano nel 2018 una persona su nove \u2013 pi\u00f9 di 821 milioni di persone &#8211; nel mondo. La promessa di pace del libero mercato globale \u00e8 contraddetta dalle nuove forme di imperialismo, dal proliferare di guerre e dalla crescita esponenziale delle spese militari.<br>La stessa emergenza ambientale &#8211; il cambiamento climatico e pi\u00f9 in generale il livello di inquinamento e devastazione del pianeta &#8211; \u00e8 causata dal sistema di accumulazione del capitale. La crisi ambientale nei suoi molteplici aspetti (tra cui emissioni climalteranti, acidificazione degli oceani, estinzioni di specie e riduzione della biodiversit\u00e0, interruzioni del ciclo dell&#8217;azoto e del fosforo, diminuzione della disponibilit\u00e0 di acqua dolce, perdita di foreste e inquinamento chimico) non pu\u00f2 essere affrontata dentro una logica capitalistica che pone al primo posto una folle ragione economica che costituisce una minaccia permanente per l&#8217;ambiente. Il capitalismo, sistema di accumulazione del capitale basato sullo sfruttamento del lavoro e della natura, non riconosce limiti alla propria autoespansione. La ricerca senza limiti del profitto tende a travolgere tutte le considerazioni di ordine sociale e ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La enorme crisi economica causata dalla pandemia non fa che accrescere le tendenze alla polarizzazione sociale e alla crescita delle disuguaglianze, che si sono accentuate a partire dagli anni \u201980. La concentrazione di capitale ha raggiunto livelli mai visti, la finanziarizzazione ha reso il capitale sempre pi\u00f9 forte nella lotta di classe dall\u2019alto, l\u2019alta disoccupazione e una diffusa precarizzazione del lavoro caratterizzano in grado diverso tutti i Paesi sviluppati. L\u2019accrescimento della produttivit\u00e0 del lavoro nelle societ\u00e0 a capitalismo avanzato si presenta, da un lato come aumento della disoccupazione e della sottoccupazione e, dall\u2019altro, come maggior sfruttamento e perdita del potere contrattuale per gli occupati e le occupate, come Marx aveva predetto. Non viene finalizzato al conseguimento di obiettivi sociali, ma si traduce in crescita della disuguaglianza e della concentrazione del capitale e della ricchezza mentre si impoveriscono le societ\u00e0 e si riduce il welfare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019accumulazione della ricchezza nelle mani dell\u20191%, resa popolare dal movimento \u201cOccupy Wall Street\u201d, \u00e8 conseguenza di una tendenza storica nel processo di riproduzione del capitale non contrastata nell\u2019ultimo quarantennio: il tasso di rendimento del capitale \u00e8 sistematicamente pi\u00f9 alto del tasso di crescita del reddito: i patrimoni ereditati subiscono un incremento continuo rispetto ai redditi da lavoro, con un conseguente aumento della disuguaglianza fra chi vive di ricchezza e chi vive di lavoro. Il capitale tende, di conseguenza, a concentrarsi in sempre meno mani, blindato nei fortificati templi della finanza, con il grande capitale che divora i piccoli. Basti citare il dato reso noto dal World Economic Forum di Davos: solo otto individui detengono la stessa ricchezza posseduta da 3,6 miliardi di persone, ossia di circa la met\u00e0 della popolazione mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla concentrazione del capitale ha corrisposto una sempre pi\u00f9 forte concentrazione del potere, che erode alle basi la stessa democrazia, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta nei decenni seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. Durante la sua storia, il capitale ha sempre avuto la tendenza a produrre livelli sempre maggiori di disuguaglianza, ma nel corso del Novecento la \u201cminaccia comunista\u201d, la forza dei movimenti operai e socialisti, le lotte operaie e sociali, l\u2019intervento redistributivo degli Stati avevano svolto una funzione di riequilibrio. Il capitalismo neoliberista ha usato tagli della spesa pubblica, tecnologie, disoccupazione, delocalizzazione e precarizzazione per accrescere lo squilibrio di potere tra capitale e forze del lavoro. Il neoliberismo ha prodotto oligarchie sempre pi\u00f9 antidemocratiche ed una trasformazione autoritaria dei sistemi politici, sempre pi\u00f9 impermeabili rispetto alle domande popolari e messi al servizio del capitale, per i quali appare fondata la definizione di post-democrazie. Mai cos\u00ec forte \u00e8 stato lo strapotere delle multinazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per affrontare le crisi prodotte dal capitalismo in direzione della giustizia sociale e ambientale, c\u2019\u00e8 bisogno non solo di redistribuire la ricchezza, ma di mettere in discussione i rapporti di propriet\u00e0 e la logica del capitalismo globalizzato, a partire dalla rivendicazione strategica di una drastica riduzione dell\u2019orario di lavoro a parit\u00e0 di salario. Va recuperato il valore della pianificazione e della programmazione democratica che, come la lotta di classe, sono state demonizzate durante questi decenni di ubriacatura neoliberista.<br>Questa consapevolezza ci conferma con maggiore forza che \u00e8 possibile praticare e rilanciare la rifondazione comunista solo sul terreno di un coerente anticapitalismo, inteso sia come sviluppo di pratiche sociali e di movimenti in grado di evidenziare le contraddizioni e di modificare i rapporti di forza, sia come capacit\u00e0 di prefigurare una concreta alternativa di societ\u00e0, una prospettiva ecosocialista. La realt\u00e0 drammatica che si \u00e8 determinata apre uno spazio ed evidenzia la necessit\u00e0 di un ampio movimento anticapitalista ed antiliberista che porti avanti un\u2019offensiva sociale e culturale, contrastando l\u2019egemonia di un capitalismo predatorio e socialmente irresponsabile.<br>Come ci insegna la storia del movimento operaio, neanche le riforme sono possibili senza lotte. Nessuna emergenza di per s\u00e9 induce automaticamente cambiamenti positivi senza conflitto sociale e lotta politica. La crisi provocata dalla pandemia costringe i governi di tutto il mondo ad un aumento fortissimo della spesa pubblica, ma questa non costituisce di per s\u00e9 un reale cambiamento delle coordinate di fondo delle politiche dominanti da un trentennio.<br>L\u2019attualit\u00e0 del comunismo \u00e8 data dalla radicalit\u00e0 dei problemi che l\u2019umanit\u00e0 deve affrontare. La lotta per il socialismo del XXI secolo \u00e8 l\u2019alternativa al riprodursi di scenari di scarsit\u00e0, violenza, devastazione e \u201cbarbarie\u201d, mentre l\u2019umanit\u00e0 avrebbe tutte le potenzialit\u00e0 per garantire la pace tra i popoli, un\u2019esistenza degna a tutte\/i e per porre le basi per un rapporto con la natura non autodistruttivo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><a href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/2021\/06\/26\/tesi-indice\/\">Indice<\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi sanitaria, economica e sociale prodotta dalla pandemia causata dal virus SARS Covid 19 ha evidenziato le profonde contraddizioni del capitalismo e in particolare&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/2021\/06\/26\/tesi-1-le-catastrofi-del-capitalismo-reale\/\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\">Tesi 1 &#8211; Le catastrofi del capitalismo reale<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-160","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-tesi","entry"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":164,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160\/revisions\/164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/xi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}