{"id":927,"date":"2022-08-23T17:49:03","date_gmt":"2022-08-23T17:49:03","guid":{"rendered":"https:\/\/antifascismo.ipertesti.it\/?p=927"},"modified":"2022-11-14T10:59:11","modified_gmt":"2022-11-14T10:59:11","slug":"1-10-il-25-luglio-e-la-rsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/927\/","title":{"rendered":"1.10 Il 25 luglio e la RSI"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-bfbd5b61 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-style:dotted;border-width:1px;padding-top:16px;padding-right:16px;padding-bottom:16px;padding-left:16px\">\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Ascolta il capitolo<\/h6>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/antifascismo.ipertesti.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/UD-1_10.mp3\"><\/audio><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le sorti della guerra nel 1943 appaiono segnate, dopo la decisiva vittoria dei Sovietici nella battaglia di Stalingrado (estate 1942-febbraio 1943), lo sbarco americano in Sicilia (9 luglio 1943), i bombardamenti alleati su Roma (particolarmente grave quello sul quartiere popolare San Lorenzo del 19 luglio 1943: circa 3.000 morti e 10.000 feriti) che dimostrava il totale dominio aereo degli Alleati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La borghesia italiana, e la stessa monarchia dei Savoia, tentano di liberarsi di Mussolini per sopravvivere alla sconfitta che si profila. Lo fanno con una &#8220;congiura di palazzo&#8221;, concordata con il re, che mette in minoranza Mussolini e ne giustifica l&#8217;arresto (il 25 luglio 1943). Il re affida il Governo al maresciallo Pietro Badoglio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-a7864823\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>MATERIALI: CHI ERA PIETRO BADOGLIO<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Pietro Badoglio (1871-1956), gi\u00e0 coinvolto nella <a href=\"https:\/\/antifascismo.ipertesti.it\/521\/\">rotta di Caporetto<\/a> ma sottratto all&#8217;inchiesta che coinvolse gli altri generali, si era particolarmente distinto per la sua ferocia nella guerra d&#8217;Africa.&nbsp; Cos\u00ec scriveva a Graziani:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\" style=\"font-size:15px\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBisogna anzitutto creare un distacco territoriale largo tra formazioni ribelli e popolazione sottomessa. Non mi nascondo la portata e la gravit\u00e0 di questo provvedimento, che vorr\u00e0 dire la rovina della popolazione cosiddetta sottomessa. Ma ormai la via ci \u00e8 stata tracciata e noi dobbiamo proseguirla sino alla fine anche se dovesse perire tutta la popolazione della Cirenaica.\u00bb<a id=\"_ftnref1acc\" href=\"#_ftn1acc\"><sup>[1]<\/sup><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Governatore unico della Tripolitania e della Cirenaica, il 20 giugno&nbsp;1930 Badoglio dispose la deportazione forzata&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Deportazioni_di_massa_del_Gebel\">della popolazione civile:<\/a> oltre centomila persone furono costrette a lasciare tutti i propri beni e a partire, compresi i vecchi, le donne, i bambini. I deportati furono rinchiusi in tredici campi di concentramento nella regione centrale della Libia, dopo una marcia forzata di oltre mille chilometri nel deserto. Sopravvissero alla deportazione solo in sessantamila.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Fra l&#8217;altro fu Badoglio a utilizzare massicciamente il gas iprite (esplicitamente vietato da tutte le Convenzioni che anche l&#8217;Italia aveva sottoscritto), irrorandolo da aerei in volo a bassa quota su soldati e civili. Badoglio, prima ancora della esplicita autorizzazione di Mussolini, aveva gi\u00e0 cominciato autonomamente l&#8217;uso delle armi chimiche sin dal 22 dicembre&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1935\">1935<\/a>, e fu responsabile di almeno 65 bombardamenti sul fronte Nord etiope tra il dicembre 1935 e il 29 marzo&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1936\">1936<\/a>, per un totale di pi\u00f9 di 1.000 bombe all&#8217;iprite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Alla fine della guerra contro l&#8217;Etiopia, fu Badoglio a entrare ad Addis Abeba, assumendo la carica di Vicer\u00e8. Fu nominato dal re Duca di Addis Abeba e gli fu consegnata la tessera onoraria del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Partito_Nazionale_Fascista\">Partito Nazionale Fascista<\/a>, fu poi nominato presidente del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche\">Consiglio Nazionale delle Ricerche<\/a>&nbsp;succedendo a&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guglielmo_Marconi\">Guglielmo Marconi<\/a>. Nel 1938 il suo nome appare tra i firmatari del&nbsp;&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leggi_razziali_fasciste#Il_%22Manifesto_della_Razza%22\">Manifesto della razza<\/a>&#8221;&nbsp;in appoggio all&#8217;introduzione delle leggi razziali fasciste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Considerato massone (come peraltro lo stesso re e gran parte dei vertici militari), Badoglio venne chiamato a dirigere il Governo dopo il 25 luglio (e dur\u00f2 in carica fino all&#8217;8 giugno 1944). Significativo il suo discorso di insediamento al Governo, che si concludeva con queste parole:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\" style=\"font-size:15px\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abla guerra continua e l&#8217;Italia resta fedele alla parola data (&#8230;) chiunque turbi l&#8217;ordine pubblico sar\u00e0 inesorabilmente colpito.\u00bb <\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Dopo la fine della guerra, Badoglio venne inserito nella lista dei&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crimine_di_guerra\">criminali di guerra<\/a>&nbsp;dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite\">ONU<\/a>, su richiesta dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Etiopia\">Etiopia<\/a>, anche per l&#8217;uso di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Armi_chimiche\">armi chimiche<\/a>&nbsp;sui soldati e sulla popolazione civile, ma non venne mai processato.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:13px\"><a id=\"_ftn1acc\" href=\"#_ftnref1acc\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Lettera di Badoglio a Graziani, del 20 giugno 1930 , cit. in Antonella Randazzo,&nbsp;<em>L&#8217;Africa del Duce: i crimini fascisti in Africa<\/em>, Arterigere, 2008, p.&nbsp;119,&nbsp;ISBN&nbsp;978-88-89666-27-2,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Online_Computer_Library_Center\">OCLC<\/a>&nbsp;228781878.&nbsp;URL consultato il 17 luglio 2021.<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mussolini, liberato ad opera di un reparto di SS tedesche dalla blanda prigionia di Campo Imperatore sul Gran Sasso, fu portato in Germania e messo a capo di una repubblica collaborazionista definita &#8220;Repubblica Sociale Italiana&#8221; (RSI) o &#8220;Repubblica di Sal\u00f2&#8221;, dal paese sul lago di Garda dove Mussolini insedi\u00f2 il suo Governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eseguita la vendetta contro i membri del Gran Consiglio del Fascismo che avevano votato contro di lui (il &#8220;processo di Verona&#8221;, a cui segu\u00ec la fucilazione dei gerarchi infedeli), Mussolini si impegn\u00f2 a proseguire la guerra a fianco di Hitler. Il maresciallo Graziani fu messo a capo del nuovo esercito repubblichino. I militari italiani prigionieri dei tedeschi furono invitati ad aderire al fascismo in cambio della libert\u00e0: pochissimi aderirono alla proposta, e furono molti i militari italiani che pagarono con la vita la loro scelta di dignit\u00e0 antifascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, dopo l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Armistizio_di_Cassibile\">armistizio<\/a>&nbsp;dell&#8217;8 settembre&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1943\">1943<\/a>, il presidio italiano nell&#8217;isola greca di Cefalonia (la&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divisione_Acqui\">Divisione Acqui<\/a>)&nbsp;ricevette un&#8217;intimazione di resa da parte dei tedeschi. Il comandante della divisione, generale&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antonio_Gandin\">Antonio Gandin<\/a> (Medaglia d&#8217;oro al valor militare), consult\u00f2 i suoi soldati in proposito: all&#8217;unanimit\u00e0 scelsero di non arrendersi. Ebbe quindi inizio una battaglia impari tra le truppe italiane e quelle tedesche, con la perdita da parte italiana di 1.250 soldati e 65 tra ufficiali e sottufficiali. Le truppe italiane, attaccate anche dal cielo dalla&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luftwaffe_(Wehrmacht)\">Luftwaffe<\/a>&nbsp;e rimaste senza rifornimenti, dopo pochi giorni furono costrette alla resa. L&#8217;epilogo fu la rappresaglia tedesca con la fucilazione di circa 5.000 soldati e ufficiali italiani prigionieri (15-26 settembre 1943), in quello che \u00e8 noto come &#8220;l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eccidio_di_Cefalonia\">eccidio di Cefalonia<\/a>&#8220;. I resti del generale&nbsp;Gandin non furono mai ritrovati. I pochi militari italiani superstiti alla strage furono deportati in Germania.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Antonio_Gandin.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/6\/64\/Antonio_Gandin.jpg\" alt=\"Foto in bianco e nero del generale Antonio Gandin. Egli \u00e8 ritratto parzialmente di profilo e ha lo sguardo rivolto verso destra. Indossa la divisa.\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il generale Antonio Gandin, eroe di Cefalonia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche episodi come questi fanno parte a pieno titolo della Resistenza italiana contro il nazifascismo. La Repubblica di Sal\u00f2 cedette di fatto alla sovranit\u00e0 tedesca parti significativa del territorio nazionale italiano: le provincie di Belluno, Trento, Bolzano, oltre a Trieste, Udine, Gorizia, Fiume, il Sud Tirolo, l&#8217;Istria, la Dalmazia, etc. Il fatto vergognoso che Mussolini abbia indossato la divisa tedesca nel tentativo di sfuggire alla cattura da parte dei nostri partigiani non \u00e8 dunque un episodio isolato ma, al contrario, appare come la conclusione altamente simbolica dell&#8217;esperienza della RSI che aveva la servit\u00f9 verso la Germania nazista nel suo DNA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nei territori ceduti alla Germania si verificarono significativi episodi di Resistenza: nella sola provincia di Belluno (insignita della Medaglia d&#8217;oro) si contarono 86 impiccati, 27 fucilati, 11 uccisi dalle torture, e ricordiamo inoltre la deportazione degli ebrei italiani che si verific\u00f2 per la prima volta in Alto Adige, mentre dal campo di concentramento di Bolzano e dalla risiera di San Saba a Trieste transitavano i deportati verso i campi di sterminio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il contributo militare dell&#8217;esercito di Sal\u00f2 alla guerra fu sostanzialmente irrilevante. Non fece eccezione neppure la famigerata Decima Mas, una specie di milizia personale di Junio Valerio Borghese, che a partire dalla seconda met\u00e0 del 1944 fu impiegata in attivit\u00e0 antipartigiane al fianco dei tedeschi e in rastrellamenti di civili nelle zone dove agivano i partigiani; in queste azioni si registrarono rappresaglie, saccheggi, sevizie ed esecuzioni sommarie (come la&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eccidio_di_Valmozzola\">fucilazione di otto partigiani a Valmozzola<\/a> il 17 marzo 1944), al punto che negli ultimi mesi del 1944 le azioni degli appartenenti al corpo di Borghese crearono preoccupazione anche nelle stesse autorit\u00e0 della RSI, e il Prefetto fascista di Milano ne chiese l&#8217;allontanamento dalla citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Junio Valerio Borghese, il capo della X MAS, dopo la guerra fu condannato a due ergastoli. La pena fu ridotta a 12 anni di carcere, ma Borghese venne presto rimesso in libert\u00e0 anche a seguito della \u201camnistia Togliatti\u201d (giugno 1946). Dal 1951 al 1953 fu presidente onorario del MSI, per poi staccarsene verso formazioni pi\u00f9 estreme. Nel 1970 \u00e8 suo un tentativo, rientrato, di colpo di stato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-ba392cbf\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>MATERIALI: BORGHESE E LE SUE PROTEZIONI DA PARTE DEI SERVIZI SEGRETI FINO AL TENTATIVO DI GOLPE NEL 1970<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Dopo lo scioglimento formale della X Mas a Milano il 26 aprile 1945, Borghese fu contattato dall&#8217;agente dei Servizi segreti italiani Carlo Resio e dal capo dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Office_of_Strategic_Services\">OSS<\/a>&nbsp;(&#8220;Office of Strategic Services&#8221;) inglese <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/James_Angleton\">James Angleton<\/a>, che a nome dell&#8217;ammiraglio&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffaele_de_Courten\">Raffaele de Courten<\/a>&nbsp;lo invitarono a Roma.&nbsp;L&#8217;11 maggio, con l&#8217;aiuto dei servizi segreti americani, scortato da Resio e Angleton, Borghese fu trasferito a Roma, dove trascorse un periodo prima di essere ufficialmente arrestato dalle autorit\u00e0 americane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Angleton scrisse ai suoi superiori: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\" style=\"font-size:15px\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;\u00c8 di primaria importanza evitare il processo e l&#8217;esecuzione di Borghese da parte degli italiani. (&#8230;) Il soggetto \u00e8 di grande interesse per le nostre attivit\u00e0 di lungo periodo.&#8221; (Cit. in M.J. Cereghino-G. Fasanella,<em> Il golpe inglese<\/em>, Milano, Chiarelettere, 2016, p.iii.)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Rilasciato in ottobre, Borghese venne nuovamente arrestato dalle autorit\u00e0 italiane in attesa di un processo. Grazie alla protezione accordatagli dai Servizi segreti&nbsp;alleati, con i quali era gi\u00e0 in contatto da diversi mesi prima della fine della guerra, Borghese ottenne di essere giudicato da un tribunale compiacente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">&nbsp;La Corte di Assise, che lo&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sentenza_di_proscioglimento\">prosciolse<\/a>&nbsp;gi\u00e0 in istruttoria dall&#8217;accusa di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crimine_di_guerra\">crimini di guerra<\/a>, il 17 febbraio 1949, lo ritenne colpevole di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Collaborazionismo\">collaborazionismo<\/a>&nbsp;con i tedeschi in azioni di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rappresaglia\">rappresaglia<\/a>&nbsp;e di concorso morale in stragi di partigiani. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Borghese fu formalmente condannato a due&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ergastolo\">ergastoli<\/a>&nbsp;per aver fatto eseguire ai suoi uomini \u00abcontinue e feroci azioni di rastrellamento\u00bb ai danni dei partigiani che, di solito, si concludevano con \u00abla cattura, le sevizie particolarmente efferate, la deportazione e l&#8217;uccisione degli arrestati\u00bb, allo scopo di rendere tranquille le retrovie dell&#8217;esercito invasore.&nbsp;Dopo tre anni di detenzione, fu condannato a 12 anni di reclusione per&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Collaborazionismo\">collaborazionismo<\/a>, ma liberato subito per effetto dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amnistia_Togliatti\">amnistia<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nel dopoguerra Borghese fu Presidente del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Movimento_Sociale_Italiano_-_Destra_Nazionale\">MSI<\/a>&nbsp;dal 1951 al 1953. Nel settembre 1968 fond\u00f2 il&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fronte_Nazionale_(1967)\">Fronte Nazionale<\/a>, allo scopo \u2013secondo la Polizia \u2013 &#8220;di sovvertire le istituzioni dello Stato con disegni eversivi&#8221;. Costitu\u00ec quindi gruppi clandestini armati, in stretto collegamento con&nbsp;&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ordine_Nuovo_(movimento)\">Ordine Nuovo<\/a>&#8221;&nbsp;e&nbsp;&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Avanguardia_Nazionale\">Avanguardia Nazionale<\/a>&#8220;, e nel 1970 si fece promotore di un fallito&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colpo_di_Stato\">colpo di Stato<\/a>, passato alla storia come &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Golpe_Borghese\">golpe Borghese<\/a>&#8221; (cfr. <em>infra<\/em> UD 2.8).]<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A proposito delle attivit\u00e0 militari dei fascisti repubblichini, \u00e8 di grande importanza una circostanza sottovalutata o nascosta dalla storiografia borghese: la scomparsa militare dei fascisti (se si vuole: la mancanza di una &#8220;resistenza fascista&#8221;) nelle zone d&#8217;Italia non controllate dai tedeschi. Bench\u00e9 potessero contare sull&#8217;organizzazione promossa dal regime e sulle cospicue forze militari della Milizia, i fascisti dopo il 25 luglio si dileguarono come neve al sole. E quando, dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre, l&#8217;Italia fu di fatto divisa in due (il Nord controllato dai tedeschi, il Sud dagli Alleati) non si registr\u00f2 al Sud <em>nessuna azione<\/em> di opposizione armata dei fascisti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, la Resistenza armata antifascista si manifest\u00f2 massicciamente nel Centro-Nord, cio\u00e8 in territori controllati dai tedeschi, nonostante la forza preponderante (e la ferocia) dell&#8217;esercito di occupazione germanico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa circostanza appare decisiva per smentire la <em>vulgata<\/em> della Resistenza come &#8220;guerra civile&#8221;<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\"><sup>1<\/sup><\/a>, cio\u00e8 di una guerra che avrebbe impegnato il popolo italiano su due fronti quasi equivalenti: se cos\u00ec fosse stato, si sarebbe verificata lotta armata da parte dei fascisti su tutto il territorio nazionale (come accade in Spagna durante al guerra civile 1936-39), ma questo in Italia non si verific\u00f2 affatto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lotta armata popolare in Italia fu una sola: quella per la libert\u00e0, condotta dai partigiani e dalle partigiane, con il largo sostegno dalle popolazioni, contro i tedeschi e contro i fascisti che erano al loro servizio. I fascisti ricomparvero invece nella Repubblica di Sal\u00f2 al seguito dei tedeschi, e di solito furono impegnati da questi in azioni particolarmente infami, come il rastrellamento e l&#8217;esecuzione dei partigiani, le attivit\u00e0 di delazione contro antifascisti ed ebrei, la tortura dei prigionieri, etc. Sono stati questi i comportamenti di coloro che l&#8217;on. Luciano Violante (PD) ha definito, quasi affettuosamente, &#8220;i ragazzi di Sal\u00f2&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Furono ad esempio di questo tipo le azioni degli attori Osvaldo Valenti (membro della X Mas) e Luisa Ferida, o di altre &#8220;bande&#8221; fasciste che operavano spesso in diretta dipendenza delle SS tedesche, con il loro quartier generale nella sede di Via Tasso a Roma, il luogo delle torture, come quelle che uccisero a 35 anni il grande intellettuale di &#8220;Giustizia e Libert\u00e0&#8221; Leone Ginzburg<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\"><sup>2<\/sup><\/a>, arrestato dai fascisti e consegnato ai tedeschi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full animated slideInUp delay-200ms\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"381\" src=\"https:\/\/antifascismo.ipertesti.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Foto-segnaletica-Leone-Ginzburg.jpg\" alt=\"Foto segnaletica in bianco e nero di Leone Ginzburg. L'immagine \u00e8 divisa in due sezioni: la prima ritrae Ginzburg dal profilo destro; la seconda lo ritrae frontalmente. Egli indossa occhiali, camicia, giacca bianca e cravatta a strisce.\" class=\"wp-image-1012\" srcset=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Foto-segnaletica-Leone-Ginzburg.jpg 678w, https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Foto-segnaletica-Leone-Ginzburg-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Foto segnaletica di Leone Ginzburg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra questi feroci reparti di fascisti repubblichini dedicati alla persecuzione degli antifascisti spicca la cosiddetta &#8220;Banda Koch&#8221; (di Pietro Koch) che costitu\u00ec un &#8220;Reparto Speciale di Polizia Repubblicana&#8221;. La &#8220;Banda Koch&#8221; si distinse a Roma e a Milano per la cattura di antifascisti e le torture sui prigionieri (fra gli altri del colonnello Marino, del generale Mario Caracciolo catturato in un convento nonostante l&#8217;extraterritorialit\u00e0, del comunista Giovanni Roveda, del prof. Pilo Albertelli, torturato e poi ucciso alle Fosse Ardeatine, del tenente di PS&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maurizio_Giglio\">Maurizio Giglio<\/a>, sottoposto per giorni a brutale tortura insieme all&#8217;agente di PS&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giovanni_Scottu&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Giovanni Scottu<\/a>, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Koch guid\u00f2 anche l&#8217;assalto al convento annesso alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Basilica_di_San_Paolo_fuori_le_mura\">basilica di San Paolo<\/a>, che port\u00f2 all&#8217;arresto di 67 persone fra ebrei, renitenti alla leva, ex-funzionari di Polizia e militari di rango del&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regio_Esercito\">Regio Esercito<\/a>&nbsp;(i generali Monti e Fortunato). Catturato nel giugno 1945, Koch fu fucilato a Forte Bravetta e la sua esecuzione fu filmata dal regista Luchino Visconti che era stato arrestato e torturato da Koch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oper\u00f2 in Toscana e in Veneto la &#8220;Banda Carit\u00e0&#8221;, anch&#8217;essa specializzata nella caccia a partigiani ed ebrei e nelle torture. I membri della &#8220;Banda Carit\u00e0&#8221;, dopo l&#8217;uccisione in un conflitto a fuoco del Carit\u00e0, furono condannati nel dopoguerra a lievi pene o amnistiati, perch\u00e9 le loro torture risultarono s\u00ec &#8220;efferate&#8221; ma non &#8220;<em>particolarmente<\/em> efferate&#8221;<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\"><sup>3<\/sup><\/a>, come richiedeva il testo dell&#8217;amnistia perch\u00e9 essa fosse inapplicabile ai condannati.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-7f69826f\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>MATERIALI: L&#8217;AMNISTIA<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019amnistia del 1946.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Il 22 giugno 1946 entra in vigore il \u201cDecreto presidenziale di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari\u201d avvenuti durante il periodo dell&#8217;occupazione nazifascista. La legge \u00e8 stata proposta e varata dal ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi, Palmiro Togliatti, segretario del PCI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">L&#8217;amnistia, che prender\u00e0 il nome dal suo promulgatore, comprende il condono della pena per reati comuni e politici condannati a un massimo di 5 anni. Nelle intenzioni del legislatore, dunque, reati gravi e gravissimi non sono inclusi nel provvedimento, che tuttavia subir\u00e0 \u2013 in particolare dopo l&#8217;estromissione dei comunisti dal governo, nel febbraio 1947 (terzo governo De Gasperi) \u2013 un&#8217;estensione indiscriminata, anche dovuta alla mancata epurazione della Magistratura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Scopo del decreto era, in un primo momento, quello di giungere quanto prima a una pacificazione nazionale, per evitare che l&#8217;epurazione rallentasse ulteriormente la ricostruzione materiale del paese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Con l&#8217;amnistia vengono scarcerati migliaia di fascisti, che si sono resi responsabili, anche, di vere e proprie atrocit\u00e0, tuttavia non considerati tali dai giudici: \u00e8 il caso, ad esempio, dello stupro di gruppo ai danni di una partigiana, ritenuto dalla Magistratura una semplice offesa al pudore e all&#8217;onore, e quindi amnistiato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Il provvedimento di amnistia scatena fin da subito malumori e tensioni, soprattutto nel nord Italia, dove la lotta di Liberazione \u00e8 stata pi\u00f9 duratura, e quindi pi\u00f9 intensa, rispetto ad altre parti del paese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Le polemiche provengono soprattutto dall&#8217;associazionismo partigiano e dai perseguitati politici antifascisti, che non accettarono di buon grado la scarcerazione dei loro aguzzini, soprattutto se nel contempo restano in carcere partigiani arrestati per azioni compiute durante l&#8217;occupazione o subito dopo la Liberazione. Anche la base del partito contesta duramente il segretario del PCI.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">L&#8217;amnistia cosiddetta Togliatti sar\u00e0 seguita da altri provvedimenti, che amplieranno la casistica dei crimini condonabili. Nel 1948 vengono estinti; nel 1953 l&#8217;amnistia, accompagnata dall&#8217;indulto, \u00e8 applicata a tutti i reati politici commessi entro il giugno 1948\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">(Fonte: M. Franzinelli, <em>L&#8217;amnistia Togliatti. 22 giugno 1946: colpo di spugna sui crimini fascisti<\/em>, Milano, Mondadori, 2006). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Importanti, anche a proposito dell&#8217;amnistia del 1946 e delle sue conseguenze, le osservazioni di Cesare Bermani, <em>Il nemico interno&#8230;<\/em>, Roma, Odradek, 2003, pp. 111-135.<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\"><sup>1<\/sup><\/a> Su questo tema, sono fondamentali (anche se non sempre condivisibili) le osservazioni di Cesare Bermani, <em>Il nemico iterno. Guerra civile e lotta di classe in Italia (1943-1976), <\/em>Roma, Odradek, 2003 (2.a ediz.), in particolare le pp.1-66.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\"><sup>2<\/sup><\/a> Da vedere: A. D&#8217;Orsi, <em>L&#8217;intellettuale antifascista. Ritratto di Leone Ginzburg<\/em>, Vicenza, Neri Pozza, 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\"><sup>3<\/sup><\/a> Sulle (agghiaccianti) motivazioni delle sentenze che permisero a molti torturatori fascisti di godere dell&#8217;amnistia, cfr. C. Bermani, op. cit., pp. 116-120.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta il capitolo Le sorti della guerra nel 1943 appaiono segnate, dopo la decisiva vittoria dei Sovietici nella battaglia di Stalingrado (estate 1942-febbraio 1943), lo sbarco americano in Sicilia (9 luglio 1943), i bombardamenti alleati su Roma (particolarmente grave quello sul quartiere popolare San Lorenzo del 19 luglio 1943: circa 3.000 morti e 10.000 feriti) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"single-no-separators","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-927","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cap-1"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=927"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/927\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1865,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/927\/revisions\/1865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}