{"id":1284,"date":"2022-09-07T10:39:30","date_gmt":"2022-09-07T10:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/antifascismo.ipertesti.it\/?p=1284"},"modified":"2022-11-14T18:36:10","modified_gmt":"2022-11-14T18:36:10","slug":"2-9-i-servizi-deviati-e-le-stragi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/1284\/","title":{"rendered":"2.9 I Servizi &#8220;deviati&#8221; e le stragi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-bfbd5b61 wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"border-style:dotted;border-width:1px;padding-top:16px;padding-right:16px;padding-bottom:16px;padding-left:16px\">\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Ascolta il capitolo<\/h6>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/2_09.mp3\"><\/audio><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 terribile il tributo di sangue pagato dall&#8217;Italia al neo-fascismo ben oltre il 25 aprile del 1945. Chi dubita dell&#8217;attualit\u00e0 dell&#8217;antifascismo e dell&#8217;ANPI perch\u00e9 i nostri partigiani ci stanno via via lasciando, \u00e8 invitato almeno a prendere visione di questi <em>fatti<\/em>. \u00c8 una storia, anche recente, che non dobbiamo dimenticare<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ricostruire le origini di queste storia neo-fascista possiamo giovarci della testimonianza diretta di un testimone oculare di assoluta attendibilit\u00e0, Giulio Salierno (1935-2006). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salierno visse in giovent\u00f9 una storia personale terribile fatta di criminalit\u00e0, neo-fascismo, carcere e Legione Straniera, ma seppe uscirne e divenire un importante sociologo e un uomo di cultura, punto di riferimento per tutta la Sinistra. Egli ricord\u00f2 in un suo libro una frase detta nel corso di una riunione interna dell\u2019MSI, a Roma negli anni Cinquanta, da Pino Rauti, al tempo dirigente giovanile della sezione di Colle Oppio e capo-corrente del MSI: \u00abAttentati a uffici, magazzini, cinema, linee ferroviarie. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019opinione pubblica, sempre scontenta e avida di tranquillit\u00e0, si sarebbe indignata e avrebbe invocato l\u2019ordine senza curarsi da quale parte sarebbe venuto\u00bb<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Nasceva la linea del &#8220;provocare il disordine per creare l&#8217;ordine&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-8de609c7\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>Materiali: L&#8217;archivio Rauti<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nel 2020, l&#8217;archivio personale di Pino Rauti (nel frattempo scomparso) fu donato dalla figlia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, e salutato dal Direttore dott. De Pasquale con un&#8217;entusiastica dichiarazione piena di lodi che sottolineava l&#8217;importanza politico-culturale della figura di Rauti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">E ci\u00f2 nonostante che nel novembre 1973 il movimento fondato da Rauti, &#8220;Ordine Nuovo&#8221; sia stato sciolto a seguito del processo in cui i suoi dirigenti furono accusati di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista, subendo pesanti condanne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Lo stesso De Pasquale, pur non essendo un archivista ma un bibliotecario, \u00e8 stato poco dopo nominato dal Ministro Franceschini responsabile dell&#8217;Archivio Centrale dello Stato, che conserva fra l&#8217;altro i documenti relativi alle stragi fasciste. Solo la mobilitazione delle associazioni familiari delle stragi e una raccolta di firme che ha superato in pochi giorni la cifra di 25.000, ha indotto il Presidente del Consiglio a esautorare il dott. De Pasquale dalla gestione dei documenti relativi alla \u201cstrategia della tensione\u201d e alle stragi, e a sostituirlo in questa responsabilit\u00e0 con il Segretario generale della Presidenza del Consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Cos\u00ec, in questo Paese, non solo si accoglie con tutti gli onori (in una sede peraltro del tutto impropria) l&#8217;archivio personale di un simile personaggio, ma si affida la gestione di documenti storici delicatissimi non alla professionalit\u00e0 di archivisti e bibliotecari ma al centro stesso del potere politico, cio\u00e8 alla Presidenza del Consiglio. Come si dice: &#8220;Una toppa peggiore del buco&#8221;.<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La continuit\u00e0 del personale fascista nei Servizi segreti italiani, ora intrecciato con i <a href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/1135\/\">Servizi segreti stranieri<\/a>, determin\u00f2 per tutti gli anni della Repubblica una minaccia costante per la democrazia italiana, e fece dei nostri Servizi (cosiddetti &#8220;deviati&#8221;, ma questo aggettivo \u00e8 ingenuamente ottimistico) non il luogo di tutela della vita democratica del Paese ma \u2013 al contrario \u2013 un fattore costante di depistaggi, provocazioni e veri e propri crimini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un convegno svoltosi all&#8217;Hotel Parco dei Principi di Roma (3-5 maggio 1965) rappresent\u00f2 il luogo di elaborazione della successiva &#8220;strategia della tensione&#8221;. Al Convegno, sulla &#8220;Guerra rivoluzionaria&#8221; non convenzionale, organizzato da un Istituto di studi militari dello Stato maggiore della Difesa, parteciparono fra gli altri gli industriali De Biasi e Valerio, il deputato socialdemocratico Ivan Matteo Lombardo, Renato Mieli (gi\u00e0 &#8220;colonnello Merryl&#8221;) che, sembra, tenne una relazione, il senatore del MSI Giorgio Pisan\u00f2, Guido Giannettini del SID, il fondatore di &#8220;Ordine Nuovo&#8221; Pino Rauti, Carlo Maria Maggi (che sar\u00e0 condannato per la strage di Brescia del 1974) e alcuni giovani neo-fascisti fra cui Stefano delle Chiaie e Mario Merlino. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel suo intervento (intitolato &#8220;Ipotesi per una contro-rivoluzione&#8221;) l&#8217;ex tenente delle SS italiane Pio Filippani Roncoroni propose uno schema di &#8220;difesa e contrattacco&#8221; per una &#8220;guerra rivoluzionaria non convenzionale&#8221;, e la relativa organizzazione, a tre livelli complementari ma impermeabili l&#8217;uno all&#8217;altro: un primo livello legale rappresentato da una rete che costituisca &#8220;schermo di protezione&#8221;, un secondo livello in grado di intervenire con &#8220;azioni di pressione&#8221; da affiancare come Difesa Civile alle forze dell&#8217;ordine, e infine un terzo livello &#8220;molto pi\u00f9 qualificato e professionalmente specializzato&#8221;, &#8220;in pieno anonimato fin da adesso&#8221;, di uomini addestrati a compiti di &#8220;rotture&#8221; e &#8220;controterrore&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Documento conclusivo \u00e8 approvato all&#8217;unanimit\u00e0: nasce quello che \u00e8 stato definito &#8220;il partito del golpe&#8221;<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si verific\u00f2 un intreccio mortale dei settori eversivi italiani con la NATO, la CIA, i Servizi segreti stranieri, americani e britannici in specie (particolarmente interessati a impedire l&#8217;autonomia petrolifera dell&#8217;Italia, tentata da Enrico Mattei<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>). Un Paese che non dispone di propri Servizi segreti, autonomi e fedeli allo Stato, non dispone in realt\u00e0 di una vera autonomia nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle figure centrali dei Servizi segreti italiani negli anni della &#8220;strategia della tensione&#8221;, il piduista Federico Umberto D&#8217;Amato, rappresenta bene nella sua biografia questo nodo di rapporti, che valsero a D&#8217;Amato la medaglia della\u00a0CIA\u00a0(la\u00a0<em>Bronze Star<\/em>), una del Congresso degli Stati Uniti (la\u00a0<em>Medal of Freedom<\/em>) e la\u00a0Legion d&#8217;Onore\u00a0francese.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-52106e79\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>Materiali: Chi era Federico Umberto D&#8217;Amato<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Federico Umberto D&#8217;Amato\u00a0(Marsiglia\u00a01919\u00a0&#8211;\u00a0Roma 1996) \u00e8 stato un\u00a0dirigente della PS, direttore dell&#8217;Ufficio Affari Riservati\u00a0del\u00a0Ministero dell&#8217;interno\u00a0dal 1971 al 1974.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nel\u00a01981\u00a0D&#8217;Amato risult\u00f2 iscritto alla\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/P2\">P2<\/a>\u00a0di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Licio_Gelli\">Licio Gelli<\/a>, con la tessera n. 1643.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Per anni fu titolare (sotto pseudonimo &#8220;Federico Godio&#8221;) della rubrica gastronomica dell'&#8221;Espresso&#8221;, si devono a lui le guide gastronomiche pubblicate da quel Gruppo Editoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Figlio di un questore di P.S., visse in giovent\u00f9 tra\u00a0Parigi\u00a0e\u00a0Roma. Entrato in polizia durante la\u00a0Seconda guerra mondiale, fu dopo l&#8217;8 settembre 1943 anche agente alleato, lavorando alle dipendenze di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/James_Angleton\">James Angleton<\/a>, capo del servizio segreto\u00a0USA, l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Office_of_Strategic_Services\">OSS (Office of Strategic Services)<\/a> e nel biennio 1943-1945 comp\u00ec operazioni di controspionaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Finita la guerra, nel 1945 fu assegnato all&#8217;ufficio politico della Questura di Roma, di cui negli anni &#8217;50 divenne dirigente. In seguito divent\u00f2 sovrintendente alla &#8220;Segreteria speciale\u00a0Patto Atlantico&#8221;, l&#8217;anello di congiunzione dell&#8217;Italia con la\u00a0NATO\u00a0e gli\u00a0Stati Uniti. Nel 1957 fu trasferito alla questura di Firenze, dal ministro dell&#8217;interno\u00a0Fernando Tambroni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nel\u00a01959\u00a0entr\u00f2 all&#8217;Ufficio Affari Riservati del\u00a0Ministero dell&#8217;Interno: qui comp\u00ec tutta la carriera: capo della sesta sezione nel\u00a01964. D&#8217;Amato descrisse la sua attivit\u00e0 di spionaggio e provocazione nel documento\u00a0<em>La nostra azione politica<\/em>, sequestrato nel\u00a01974\u00a0nella sede dell\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aginter_Press\">Aginter Press<\/a>\u00a0a\u00a0Lisbona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">D&#8217;Amato ebbe la collaborazione del direttore del periodico &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Borghese\">Il Borghese<\/a>&#8221; <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mario_Tedeschi\">Mario Tedeschi<\/a>\u00a0e del\u00a0movimento\u00a0neofascista\u00a0&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Avanguardia_Nazionale\">Avanguardia Nazionale<\/a>&#8221;\u00a0di\u00a0Stefano Delle Chiaie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Promosso questore, divenne vice direttore degli\u00a0&#8220;Affari riservati&#8221;\u00a0nel\u00a01969\u00a0e ne fu direttore dal novembre\u00a01971\u00a0al\u00a01974. Gli anni, dal 1969 al 1974, sono quelli in cui si precisa la cosiddetta &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strategia_della_tensione\">strategia della tensione<\/a>\u00a0e degli opposti estremismi&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Interessante anche la figura del braccio destro di D&#8217;Amato in quegli anni: Silvano Russomanno, un passato nella Repubblica di Sal\u00f2 (373\u00b0 Battaglione Flak), internato nel campo di concentramento per i repubblichini, e poi diventato altissimo funzionario dell&#8217;Ufficio Affari Riservati; secondo Paolo Morando (autore di <em>Prima di piazza Fontana<\/em>) Russomanno ebbe un ruolo decisivo nella preparazione della provocazione contro gli anarchici nell&#8217;estate del 1969.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">D&#8217;Amato fu rimosso dal suo delicatissimo incarico solo nel maggio\u00a01974, ad opera\u00a0del ministro dell&#8217;Interno\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_Emilio_Taviani\">Paolo Emilio Taviani<\/a>, due giorni dopo la s<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strage_di_Piazza_della_Loggia\">trage di Piazza della Loggia<\/a>. Qualcuno ha fatto notare che dopo quella data cessa per anni la serie delle bombe fasciste, mentre si inaugura una diversa fase della strategia della tensione, rivolta alle formazioni armate di estrema sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">D&#8217;Amato and\u00f2 pacificamente in pensione dalla polizia nel\u00a01984. Alla sua morte nel\u00a01996, subito dopo i funerali, il giudice Carlo Mastelloni perquis\u00ec la sua casa in via Cimarosa a Roma. Gi\u00e0 nel novembre\u00a01995\u00a0il giudice Pietro Saviotti aveva disposto una perquisizione della casa e sequestrato documenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Il 17 agosto\u00a01996\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aldo_Giannuli\">Aldo Giannuli<\/a>, esperto nominato dal giudice\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guido_Salvini_(giudice)\">Guido Salvini<\/a>, ritrov\u00f2 in una palazzina della circonvallazione Appia circa 150.000 fascicoli non catalogati, contenenti documenti ed altro materiale, come per esempio il quadrante del timer utilizzato per l\u2019attentato del 9 agosto\u00a01969\u00a0sul treno\u00a0Pescara-Roma. Nel complesso si trattava di una sorta di archivio parallelo del\u00a0Viminale, con reperti legati all\u2019attivit\u00e0 di spionaggio interno: un archivio segreto\u00a0che non venne distrutto ma depositato alla rinfusa in una sorta di magazzino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Federico Umberto D&#8217;Amato \u00e8 stato accusato di aver svolto un&#8217;intensa attivit\u00e0 di depistaggio delle indagini sull\u2019eversione di destra e nella copertura dei responsabili delle stragi di quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Secondo una testimonianza del 2007 (tutta da verificare) dell&#8217;ex leader di\u00a0&#8220;Lotta Continua&#8221;\u00a0Adriano Sofri, un dirigente degli apparati di sicurezza (secondo Sofri \u00abaffari riservati\u00bb, come l&#8217;omonimo ufficio diretto da D&#8217;Amato) nei primi anni Settanta gli avrebbe proposto di agire insieme facendogli capire che voleva compiere un omicidio. Sofri rifiut\u00f2, tuttavia si guard\u00f2 bene dal denunciare questo approccio criminale dei Servizi nei suoi confronti al tempo in cui si verific\u00f2, nonostante in quegli anni egli disponesse di un&#8217;organizzazione e persino di un quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">L&#8217;11 febbraio\u00a02020\u00a0la Procura generale di Bologna, nella chiusura delle indagini, ha indicato Federico Umberto D&#8217;Amato come uno dei quattro mandanti, organizzatori o finanziatori della\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strage_di_Bologna\">strage alla stazione di Bologna<\/a>\u00a0del 1980,\u00a0insieme a Licio Gelli, Umberto Ortolani e Mario Tedeschi, tutti nel frattempo deceduti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">D&#8217;Amato fu insignito di una medaglia della&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CIA\">CIA<\/a>&nbsp;(la&nbsp;<em>Bronze Star<\/em>), una del Congresso degli Stati Uniti (la&nbsp;<em>Medal of Freedom<\/em>) e della&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legion_d%27Onore\">Legion d&#8217;Onore<\/a>&nbsp;francese.<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;influenza micidiale dell&#8217;ex repubblichino Licio Gelli (1919-2015) e della loggia massonica P2 nasce cos\u00ec, e vive per decenni, fino ai giorni nostri. A diciotto anni Gelli partecip\u00f2 come &#8220;Camicia nera&#8221; volontario alla guerra di Spagna a fianco dei franchisti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ader\u00ec alla Repubblica di Sal\u00f2, prima svolgendo il ruolo di collegamento con il Terzo Reich e poi impegnandosi in attivit\u00e0 di doppio-gioco con i partigiani, collaborando anche con i servizi segreti americani e inglesi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-large is-resized animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Licio_Gelli_tessera_fascio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/f\/fe\/Licio_Gelli_tessera_fascio.jpg\" alt=\"Immagine in bianco e nero della tessera di Gelli appartenente ad una delle organizzazioni dl PNF. La tessera \u00e8 divisa in due sezioni, ricorda una carta d'identit\u00e0. Sulla sinistra vi \u00e8 la foto di Gelli in divisa e sotto di essa \u00e8 scritto:\nPosizione n. 23.375-P-D.\nSez. 42-RR-PT-573.\nSotto vi \u00e8 al firma del funzionario.\nNella parte destra del documento sono riportate le seguenti voci: \nIl Fascista: LICIO GELLI (maiuscolo) di Ettore\nRicopre l'incarico:\nIspettore Nazionale Organizzazione Fasci Combattimento Estero\nDirettore centrare \nFirma del direttore centrale\nData 23 Maggio 1941\nLe autorit\u00e0 sono invitate a soddisfare ogni forma di assistenza richiesta. \" width=\"300\" height=\"230\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tessera di Gelli appartenente ad una delle organizzazioni del PNF (1941), da Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Massone, Licio Gelli giunse al grado di Gran Maestro Venerabile, dirigendo una loggia segreta denominata P2.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-large is-resized animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Licio_Gelli_in_paramenti.jpg#file\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/1\/1f\/Licio_Gelli_in_paramenti.jpg\" alt=\"Immagine in bianco e nero di Licio Gelli inquadrato a mezzo busto con in dosso paramenti massonici. In particolare spicca un martelletto nella mano destra e indossa una fascia con simboli.\" width=\"200\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Licio Gelli in paramenti massonici, da Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso delle indagini sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, i giudici Colombo e Turone, nel maggio 1981, trovarono una lista di 962 iscritti alla P2 (certamente incompleta), che comprendeva fra gli altri 3 ministri del Governo Forlani, il segretario del PSDI, molti parlamentari (fra cui Fabrizio Cicchitto, al tempo socialista &#8220;lombardiano&#8221;), 63 alti funzionari ministeriali, 24 generali delle tre armi, 9 generali dei carabinieri, 5 della Guardia di Finanza, 5 prefetti, banchieri, diplomatici, magistrati, imprenditori, giornalisti (fra cui Maurizio Costanzo), editori (fra cui Angelo Rizzoli e Silvio Berlusconi), i capi dei Servizi segreti italiani e i loro principali collaboratori,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vito_Miceli\">Vito Miceli<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianadelio_Maletti\">Gianadelio Maletti<\/a>,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antonio_Labruna\">Antonio Labruna<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando l&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Appartenenti_alla_P2#B\">elenco della P2<\/a> emerse, Pecchioli (responsabile per il PCI dei problemi dello Stato negli anni dei Governi di &#8220;solidariet\u00e0 nazionale&#8221;) dichiar\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Ignoravamo quale fosse la grande e diffusa potenza di quell&#8217;organizzazione, ne ignoravamo i disegni politici, le finalit\u00e0 e, soprattutto, il fatto che a quella loggia segreta fossero affiliati dirigenti di aziende, delle forze armate e di polizia, dirigenti dei servizi segreti, esponenti politici e funzionari dello Stato.&#8221;<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quell&#8217;elenco di piduisti c&#8217;erano i nomi dei generali Giulio Grassini e Giuseppe Santovito, rispettivamente capi del SISDE e del SISMI, e del prefetto Walter Pelosi direttore del CESIS, l&#8217;organismo di controllo dei servizi segreti&#8221;.<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Andreotti_gelli.jpg\"><\/a>L&#8217;11 febbraio 2020 la Procura generale di Bologna ha indicato Gelli come uno dei 4 organizzatori e finanziatori della strage di Bologna (85 morti e 200 feriti) insieme a Mario Tedeschi,&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Umberto_Ortolani\">Umberto Ortolani<\/a>, e Federico Umberto D\u2019Amato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-large animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Andreotti_gelli.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/a\/ac\/Andreotti_gelli.jpg\" alt=\"Immagine in bianco e nero che ritrae diverse persone tra cui Licio Gelli e Giulio Andreotti in primo piano. Nessuno dei due guarda in camera, \u00e8 una foto spontanea e Gelli sta parlando con Andreotti. Tutti i soggetti fotografati indossano giacca e cravatta.  \"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Licio Gelli (al centro) con&nbsp;Giulio Andreotti&nbsp;(a destra), via Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gelli dichiar\u00f2 in un&#8217;intervista:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCon la P2 avevamo l&#8217;Italia in mano. Con noi c&#8217;era l&#8217;Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le conseguenze si sono viste specie negli anni della &#8220;strategia della tensione&#8221; e del rapimento di Moro. Appartenevano alla P2 i membri della <em>task<\/em> <em>force<\/em> nominata da Cossiga per gestire il <a href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/1370\/\">rapimento di Aldo Moro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;In effetti, a partire dagli anni Sessanta i treni e le linee ferroviarie furono oggetto di una lunga serie di attentati da parte del terrorismo neofascista: 36 attentati in meno di trent\u2019anni e 4 stragi (Freccia del Sud, Italicus, Bologna e Rapido 904). I morti sono stati 121 (di cui 85 solo a Bologna), i feriti 598<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo tentativo di strage fu quello compiuto il 30 settembre 1967 alla stazione di&nbsp;Trento, quando fu segnalata sull\u2019Alpen Express una valigia sospetta abbandonata. Due agenti la prelevarono e tentarono di portarla il pi\u00f9 lontano possibile. Alle 14,44, zeppa di esplosivo, scoppi\u00f2 tra le loro mani, uccidendoli. L\u2019attentato fu addebitato al terrorismo sudtirolese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si \u00e8 visto, la &#8220;strage di Stato&#8221; di piazza Fontana, fu accuratamente preparata, mediaticamente e politicamente, ben prima del 12 dicembre 1969, da quegli stessi che poi la eseguirono e coprirono i responsabili<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>. Dopo la grande ondata di lotte del &#8217;68-&#8217;69 si voleva proporre all&#8217;opinione pubblica (complice e protagonista la grande stampa padronale) l&#8217;immagine di una sinistra criminale che legittimasse una <a href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/1269\/\">svolta autoritaria<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era intanto esplosa a Reggio Calabria, la rivolta del &#8220;Boia chi molla!&#8221;<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>, egemonizzata dal MSI e da Ciccio Franco, con il sostegno di industriali reggini come\u00a0Demetrio Mauro\u00a0(imprenditore del caff\u00e8) e dell&#8217;armatore\u00a0Amedeo Matacena. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Borghese tenne due comizi a Reggio Calabria, nell&#8217;ottobre 1969 e nell&#8217;agosto 1970. La rivolta cost\u00f2 sei morti, cinquantaquattro feriti, dodici attentati dinamitardi e ventitr\u00e9 scontri a fuoco, migliaia di arresti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciccio Franco, nel frattempo divenuto senatore del MSI, fu processato a Potenza e condannato in primo grado a quattro anni, ma la sua condanna cadde in prescrizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 22 luglio\u00a01970\u00a0(pochi giorni dopo l&#8217;inizio dei moti di Reggio, il 14 luglio) ebbe luogo la\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strage_di_Gioia_Tauro\">strage di Gioia Tauro<\/a>, dove una bomba fece deragliare il &#8220;Treno del Sole&#8221;, Palermo-Torino, provocando sei morti (di cui cinque donne) e settantadue feriti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verit\u00e0 emerse solo ventitre anni dopo, quando alcuni pentiti confessarono che la strage fu eseguita su mandato del \u00abComitato d\u2019azione per Reggio capoluogo\u00bb e che a portarla a termine fu un commando neofascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, nel 1972, i metalmeccanici di tutta Italia si convocarono a Reggio Calabria per rivendicare il lavoro al Sud, i loro treni furono fermati dalle bombe, ben otto nella notte fra il 21 e il 22 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poche settimane dopo, il 28 agosto 1970, fu rinvenuta nella sala passeggeri della stazione ferroviaria di&nbsp;Verona&nbsp;una valigia abbandonata da cui proveniva un ticchettio di orologio. Notata da un sottufficiale della Polfer, fu portata in un luogo isolato dove esplose un\u2019ora dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In concomitanza con la preannunciata visita del maresciallo Tito in Italia, un grave attentato fu organizzato, il 28 marzo 1971, per colpire il treno diretto a Venezia, all\u2019altezza di&nbsp;Grumolo delle Abbadesse. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Settantadue centimetri di binario furono tranciati da un ordigno. Il convoglio rischi\u00f2 di deragliare, salvandosi solo grazie alla sua velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 31maggio 1972 un&#8217;auto-bomba esplode a Peteano uccidendo due carabinieri e ferendone un terzo. Riconosciuto colpevole il neo-fascista Vincenzo Vinciguerra che \u00e8 condannato all&#8217;ergastolo. Senza aver fatto mai ricorso in Appello, Vinciguerra nel 1984 denuncia ripetutamente il ruolo di &#8220;Ordine Nuovo&#8221; e &#8220;Avanguardia Nazionale&#8221; nelle stragi e le connivenze e i depistaggi delle istituzioni<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 7 aprile 1973, il militante di &#8220;Ordine Nuovo&#8221; Nico Azzi rimase ferito da un&#8217;esplosione mentre collocava maldestramente una bomba sul treno Torino-Genova-Roma (si era fatto notare con una copia di &#8220;Lotta Continua&#8221;, per depistare preventivamente le indagini e rivolgerle contro la sinistra).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gioved\u00ec 12 aprile&nbsp;1973 (passato alla storia come <a href=\"https:\/\/www.rifondazionecomunista.org\/disposizione-xii\/1241\/\">&#8220;il gioved\u00ec nero di Milano&#8221;<\/a>, una manifestazione del MSI &#8220;contro la violenza rossa&#8221;, che si sarebbe dovuta concludere con un comizio di Ciccio Franco (il leader dei moti di Reggio Calabria), fu vietata dalla Questura &#8220;per gravi motivi di ordine pubblico&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La manifestazione, guidata dai deputati del MSI Servello e Petronio, si svolse egualmente, e fra l&#8217;altro invase con atti di vandalismo&nbsp;la Casa dello Studente di Viale Romagna e danneggi\u00f2 l&#8217;istituto magistrale&nbsp;&#8220;Virgilio&#8221;&nbsp;di Piazza Ascoli considerato di sinistra. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungo via Bellotti, vennero lanciate due\u00a0bombe a mano\u00a0SRCM Mod. 35\u00a0contro le forze dell&#8217;ordine ferendo con la prima un passante e un poliziotto, mentre la seconda colpi al petto l&#8217;agente Antonio Marino, di 22 anni, uccidendolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 9 marzo 1977, furono condannati per questo due giovani neofascisti,\u00a0Vittorio Loi\u00a0e\u00a0Maurizio Murelli. Le bombe risultarono fornite da Azzi, l&#8217;attentatore ferito sul treno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Camera dei Deputati neg\u00f2 l&#8217;autorizzazione a procedere (richiesta dalla Magistratura) per Servello, al tempo vice-segretario del MSI, e Petronio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un attentato avvenne il 17 maggio 1973 in via Fatebenefratelli, davanti alla\u00a0Questura di Milano, mentre si svolgeva la cerimonia in memoria del commissario\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luigi_Calabresi\">Luigi Calabresi<\/a>\u00a0ucciso un anno prima: dopo che il Ministro dell&#8217;Interno\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mariano_Rumor\">Mariano Rumor<\/a>\u00a0aveva scoperto il busto dedicato al funzionario assassinato ed era andato via in auto, un grosso\u00a0ordigno\u00a0esplose in mezzo alla folla di persone ancora riunite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;effetto della deflagrazione fu devastante: 4 persone morirono (Felicia Bartolozzi, 60 anni; Gabriella Bortolon, 23; Federico Masarin, 30; Giuseppe Panzino, 63) e 52 rimasero ferite.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div id=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-e3ddf37d\" class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion exclusive is-style-boxed\">\n<details class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item\"><summary class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__title\"><div><strong>Materiali: L&#8217;attentato alla questura di Milano<\/strong><\/div><\/summary><div class=\"wp-block-themeisle-blocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">L&#8217;obiettivo dell&#8217;attentato sarebbe stato proprio\u00a0Mariano Rumor: nel\u00a0movimento ordinovista\u00a0il rancore nei confronti di Rumor era giunto al punto che si studi\u00f2 il modo per\u00a0assassinarlo\u00a0fin dal 1970. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">\u00abBisogna spazzare via Rumor\u00bb afferm\u00f2\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Maria_Maggi_(terrorista)\">Maggi<\/a>, responsabile di &#8220;Ordine nuovo&#8221; del Triveneto con\u00a0Carlo Digilio\u00a0e\u00a0Maurizio Tramonte. Maggi e\u00a0Marcello Soffiati\u00a0proposero tre volte, dal 1971 al 1972, a Vincenzo Vinciguerra di uccidere Rumor nella sua abitazione di\u00a0Vicenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Sarebbe stato concordato che Mariano Rumor\u00a0&#8211; dopo le bombe del 12 dicembre 1969, le quali secondo il\u00a0Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana\u00a0avrebbero dovuto essere solo dimostrative senza fare morti &#8211; avrebbe dichiarato lo\u00a0stato d&#8217;assedio, aprendo la strada ad un\u00a0governo militare, sostenuto dall&#8217;estrema destra, come era successo in\u00a0Grecia\u00a0con la\u00a0dittatura dei colonnelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Invece, i 16 morti di\u00a0Piazza Fontana\u00a0avevano scosso l&#8217;opinione pubblica, i\u00a0partiti\u00a0erano pronti alla\u00a0guerra civile\u00a0e Mariano Rumor ci avrebbe ripensato: non dichiar\u00f2 lo stato d&#8217;assedio, vanificando tutto il\u00a0lavorio terroristico\u00a0del\u00a0SID, dell&#8217;Ufficio Affari Riservati, del direttore\u00a0Elvio Catenacci, della\u00a0CIA\u00a0che finanziava il SID,\u00a0dell&#8217;<em>Aginter<\/em> <em>Press<\/em>\u00a0per mezzo di\u00a0Guido Giannettini, di\u00a0Stefano delle Chiaie\u00a0di\u00a0&#8220;Avanguardia Nazionale&#8221;\u00a0e di\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Freda\">Franco Freda<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Ventura\">Giovanni Ventura<\/a>\u00a0di &#8220;Ordine Nuovo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Secondo i giudici (la tesi della seconda istruttoria, condotta da Antonio Lombardi, e del rinvio a giudizio disposto dal giudice istruttore&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guido_Salvini_(giudice)\">Guido Salvini<\/a>, confermati dalle testimonianze di&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vincenzo_Vinciguerra\">Vincenzo Vinciguerra<\/a>), a organizzare la strage fu il movimento neofascista&nbsp;&#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ordine_Nuovo_(movimento)\">Ordine Nuovo<\/a>&#8220;, ma le prove a carico dell&#8217;ex capo della cellula veneta non furono ritenute sufficienti, mancando \u00abil tassello decisivo che avrebbe potuto fornire la prova &#8216;oltre ogni ragionevole dubbio&#8217; della responsabilit\u00e0 del Maggi\u00bb e \u00abpur dando per scontato che quell&#8217;attentato rientrasse nei programmi di &#8220;Ordine Nuovo&#8221; occorreva pur sempre la prova di apporto personale del Maggi\u00bb, poich\u00e9 non si conoscevano i procedimenti dei singoli attentati compiuti compiute dalle organizzazioni eversive come ON. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2002 il generale\u00a0Nicol\u00f2 Pollari\u00a0(ex direttore del SISMI), sentito dai giudici della terza\u00a0Corte d&#8217;appello di Milano, ha confermato che Bertoli era stato un informatore del\u00a0SIFAR\u00a0prima e del\u00a0SID\u00a0in seguito. Il generale ha anche confermato che Bertoli ha avuto rapporti con i servizi segreti negli\u00a0anni Cinquanta\u00a0fino al\u00a01960.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Nessuna conferma venne sul fatto che Bertoli abbia o meno ripreso a collaborare con il servizio nel 1966. Esiste, infatti, agli atti la copertina di un fascicolo con il titolo&nbsp;&#8220;Fonte Negro&#8221;, cio\u00e8 il nome di copertura di Bertoli, datato 1966. Secondo tre ex ufficiali del SID, che avevano parlato della collaborazione di Bertoli negli anni Cinquanta (Viezzer, Genovesi e Cogliandro), la &#8220;fonte Negro&#8221; poteva essere stata riattivata nel 1966.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:15px\">Pollari ha spiegato che con ogni probabilit\u00e0 quest&#8217;ultimo fascicolo \u00e8 in realt\u00e0 stato aperto dopo la strage alla Questura nel 1973, e che la data 1966 fa riferimento alle norme di archiviazione. (Da <em>Wikipedia<\/em>, consultato il 3\/6\/2022).<\/p>\n<\/div><\/details>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il 1973 e il 1974 gli attentati sui treni furono ben 14 con una strage riuscita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi gli episodi principali: il&nbsp;7 aprile 1973, sulla linea Genova-Roma, con il citato tentativo di Nico Azzi, di &#8220;Ordine nuovo&#8221;, di innescare una carica esplosiva in una toilette del treno. Azzi rimase ferito dallo scoppio del detonatore e fu arrestato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;29 gennaio 1974&nbsp;a Silvi Marina, in provincia di Teramo, l\u2019inatteso passaggio del locomotore di un treno merci tagli\u00f2 la miccia dell\u2019ordigno posto sui binari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;21 aprile 1974&nbsp;a Vaiano, in provincia di Firenze, la strage fu, invece, evitata grazie al blocco automatico dei treni in caso di interruzione dei binari. La carica esplosiva aveva, infatti, divelto oltre mezzo metro di rotaie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strage si comp\u00ec, invece, il 4 agosto 1974, sul&nbsp;treno espresso Roma-Brennero, l\u2019\u00abItalicus\u00bb, proveniente da Firenze e diretto a Bologna, a cento metri dallo sbocco della Grande galleria dell\u2019Appennino. Il bilancio fu di 12 morti e 44 feriti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terrorismo continu\u00f2 ancora a colpire treni e linee ferroviarie negli anni successivi. Il 6 gennaio 1975&nbsp;a Terontola 55 centimetri di rotaia furono divelti da una carica di polvere da mina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 24 gennaio 1975 il neofascista Mario Tuti uccise a Empoli due poliziotti, il vicebrigadiere Falco e l\u2019appuntato Ceravolo&nbsp;(un terzo resta ferito). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mario Tuti, condannato a due ergastoli per tre omicidi e a 14 anni di reclusione, fruendo del regime di semi-libert\u00e0, parteciper\u00e0 al Campo nazionale estivo del Blocco Studentesco (l&#8217;organizzazione giovanile di CasaPound) nel luglio del 2021<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Il&nbsp;12 aprile 1975, all\u2019altezza di Incisa Val D\u2019Arno, un ordigno fece sollevare quaranta centimetri di rotaia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 28 maggio 1976 a Sezze (Latina) viene ucciso il giovane comunista Luigi De Rosa ed \u00e8 ferito gravemente un militante di Lotta Continua, dopo un comizio del deputato del MSI Sandro Saccucci; questi dichiarer\u00e0 di aver sparato in aria. Fuggir\u00e0 in Inghilterra, poi in Francia, Spagna e infine in Argentina. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Condannato a 12 anni in primo grado e a 8 anni in Appello, Saccucci sar\u00e0 prosciolto dalla Cassazione. Per i fatti di Sezze pagher\u00e0 solo un guarda-spalle di Saccucci, il missino Pietro Allatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;6 febbraio 1977, la polizia disinnesc\u00f2 alla stazione Tiburtina di Roma sette candelotti di dinamite sull\u2019espresso Napoli-Milano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il&nbsp;5 settembre 1978, infine, cinque chili di esplosivo, tra le stazioni di Vaiano e Vernio, avrebbero dovuto scoppiare sotto la motrice dell\u2019espresso \u00abConca d\u2019oro\u00bb, che viaggiava da Milano a Palermo. Rimasero feriti i macchinisti di un treno che pass\u00f2 al momento dell\u2019esplosione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">9 gennaio 1979: i Nar assaltarono a Roma una radio del movimento, Radio Citta Futura, mentre era in corso la trasmissione del movimento delle donne. La radio fu incendiata e Giusva Fioravanti spar\u00f2 alle cinque donne presenti ferendole (una molto gravemente).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un&#8217;intervista rilasciata per un film della regista Donata Gallo (gi\u00e0 redattrice di Radio Citt\u00e0 Futura), Fioravanti si vanter\u00e0 della perizia balistica da lui dimostrata nell&#8217;occasione<a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large animated slideInUp delay-200ms\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/photos\/MED\/87\/59\/788759_20150109_clipboard01222222222.jpg\" alt=\"Immagine in bianco e nero di Radio Citt\u00e0 Futura dopo l'attentato fascista. Nell'immagine sono presenti due persone intente a valutare i danni, intorno a loro ci sono solo macerie.\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Radio Citt\u00e0 Futura dopo l&#8217;attentato fascista.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella del 2 agosto 1980 alla&nbsp;stazione di Bologna&nbsp;fu la strage non solo pi\u00f9 importante sulle linee ferroviarie ma la pi\u00f9 grave e sanguinosa nella storia della Repubblica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle 10.25 la terribile esplosione. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crollava un\u2019intera ala della stazione, affollatissima per le grandi partenze estive, che a seguito della potenza micidiale dell\u2019ordigno, prima si sollevava e poi ricadeva su se stessa. Il treno Ancona-Basilea, in sosta sul primo binario, veniva investito in pieno dall\u2019onda d\u2019urto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le lamiere fuse e contorte venivano estratti i corpi di decine e decine di persone. Settantacinque le vittime subito recuperate. Altre dieci moriranno nei giorni successivi. Alla fine si conteranno 85 morti (la pi\u00f9 giovane aveva 3 anni, il pi\u00f9 anziano 86), 74 italiani e 11 stranieri, oltre a 200 feriti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-f56f613f wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"padding-top:0rem;padding-right:0rem;padding-bottom:0rem;padding-left:0rem\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Bologna_primi_soccorsi_1980.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/5\/58\/Bologna_primi_soccorsi_1980.jpg\" alt=\"Immagine a colori della stazione di Bologna dopo l'esplosione all'arrivo dei primi soccorsi: sono visibili solamente macerie alte quasi quanto un palazzo.\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">I primi soccorsi dopo l&#8217;esplosione alla Stazione di Bologna, via Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"padding-top:0rem;padding-right:0rem;padding-bottom:0rem;padding-left:0rem\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large animated slideInUp delay-200ms\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Strage_di_Bologna_buco.jpg#globalusage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/4\/4c\/Strage_di_Bologna_buco.jpg\" alt=\"Immagine a colori della lapide con i nomi delle vittime e lo squarcio provocato dalla bomba.\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La lapide coi nomi delle vittime e lo squarcio provocato dalla bomba, via Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Licio Gelli il Maestro venerabile della P2, condannato per il depistaggio delle indagini, dichiar\u00f2 che gli imputati neofascisti erano del tutto innocenti dato che la strage era stata causata da un mozzicone di&nbsp;sigaretta che aveva innescato l&#8217;esplosione per colpa di una fuga di gas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Importantissime, e sconvolgenti, le conclusioni a cui (anche grazie all&#8217;impegno straordinario dell&#8217;associazione familiari delle vittime) \u00e8 giunto il processo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Nella strage sono coinvolti direttamente i servizi segreti militari nelle persone (condannate in via definitiva per depistaggio) del generale Pietro Musumeci, del colonnello Giuseppe Belmonte e dell&#8217;agente del SISMI Francesco Pazienza: i servizi segreti civili nella persona del capo dell&#8217;Ufficio Affari Riservati Federico Umberto D&#8217;Amato, secondo sentenza di primo grado, uno dei mandanti dell&#8217;eccidio assieme al capo della Loggia P2 Licio Gelli); il senatore del MSI e direttore de &#8220;Il Borghese&#8221;, Mario Tedeschi; i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini (in via definitiva), di Ordine Nuovo Gilberto Cavallini (primo grado), di Avanguardia Nazionale (Paolo Bellini, condannato in primo grado e gi\u00e0 collegato con il Ros dei carabinieri di Mario Mori e con la &#8216;ndrina calabrese della famiglia Vasapollo).&#8221;<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fioravanti e Mambro, mai pentiti dei loro crimini, si possono attualmente incontrare a passeggio nelle vie di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non fin\u00ec ancora. Il&nbsp;12 febbraio 1981, otto mesi dopo la strage di Bologna, ben cinque kg di esplosivo furono rinvenuti sulla linea ferroviaria di Venezia, allo snodo di Porto Marghera. L\u2019innesco non aveva funzionato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre il&nbsp;9 settembre 1983, il treno 571 Milano-Palermo, mille passeggeri a bordo, in transito sul viadotto alto cinquanta metri del fiume Bisenzio, venne investito da un\u2019esplosione, mentre incrociava un altro treno. Se l\u2019atto terroristico avesse avuto pieno successo i morti si sarebbero contati a centinaia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complessivamente sul solo tratto Arezzo-Bologna di 120 chilometri,&nbsp;ben otto furono i tentativi falliti e tre le stragi riuscite: il 4 agosto 1974 sul treno \u00abItalicus\u00bb, il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna e il 23 dicembre 1984, sul&nbsp;\u00abRapido 904\u00bb, all\u2019interno della Grande galleria dell\u2019Appennino. Fu l\u2019ultima, con 16 morti e 267 feriti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con essa si apriva un\u2019altra stagione con l\u2019avvio da parte di &#8220;Cosa nostra&#8221; di un\u2019azione offensiva nei confronti dello Stato, che porter\u00e0 alle stragi di&nbsp;Capaci, via D\u2019Amelio e alle bombe del 1993. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La continuit\u00e0 era data dall\u2019impiego di uomini e mezzi provenienti dall\u2019eversione nera. Ne fa fede la condanna nel processo stralcio per la strage del \u00abRapido 904\u00bb del&nbsp;parlamentare missino Massimo Abbatangelo. Non fu condannato per la strage ma per aver detenuto e fornito esplosivi ai clan camorristici e mafiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalle indagini risult\u00f2 anche che l\u2019esplosivo usato per la strage di&nbsp;via D\u2019Amelio, che cost\u00f2 la vita al giudice Borsellino e alla sua scorta,&nbsp;fosse dello stesso tipo di quello del 23 dicembre 1984, mai utilizzato in precedenza da Cosa nostra.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> G. Salierno, <em>Autobiografia di un picchiatore fascista, <\/em>Torino, Einaudi, 1976.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> M.J. Cereghino-G. Fasanella, <em>Il golpe inglese<\/em>, Milano, Chiarelettere, 2016, p. 225 e sgg.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> L&#8217;ex-partigiano cattolico Enrico Mattei pag\u00f2 con la vita la sua politica autonoma dai trust petroliferi, restando ucciso da una bomba posta sul suo aereo il 27 ottobre 1962.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Ugo PECCHIOLI, <em>Tra misteri e verit\u00e0. Storia di una democrazia incompiuta<\/em>, Milano, Baldini e Castoldi, 1995, p.135.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> Vendice LECIS, <em>Lotta al terrore<\/em>, Roma, Bordeaux, 2022, p. 90.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Cfr. S. Ferrari, <em>Da Trento a Bologna, storia degli attentati sui treni italiani<\/em>, in &#8220;Il manifesto&#8221;, 2 agosto, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Cfr. Cfr. P. Morando, <em>Prima di piazza Fontana, La prova generale<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Si tratta di uno slogan di D&#8217;Annunzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn9\" href=\"#_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> P. Morando, <em>L&#8217;ergastolano<\/em>, Roma-Bari, Laterza, 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn10\" href=\"#_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Cfr. <a href=\"https:\/\/www.gonews.it\/2021\/08\/04\/mario-tuti-blocco-studentesco-campo\/\">https:\/\/www.gonews.it\/2021\/08\/04\/mario-tuti-blocco-studentesco-campo\/<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Si tratta del film di Donata Gallo, <em>Memoria a perdere <\/em>(2007)<em>:<\/em> <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/604726172\">https:\/\/vimeo.com\/604726172<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><a id=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> D. Conti, <em>L&#8217;esilo civile della strage pi\u00f9 grave della Repubblica<\/em>, &#8220;Il manifesto&#8221;, 2 agosto 2022, p. 14.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ascolta il capitolo \u00c8 terribile il tributo di sangue pagato dall&#8217;Italia al neo-fascismo ben oltre il 25 aprile del 1945. 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