Home
Circolare ministeriale su premio di maggioranza - elezioni comunali PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Maggio 2013 12:59
Di seguito riportiamo la circolare del Ministero dell'interno diramata per mezzo delle prefetture in occazione delle elezioni comunali del 2012 dove si riportano le sentenze del Conisiglio di Stato riguardanti l'attribuzione del premio di maggioranza nel caso specifico della cosiddetta "anatra zoppa".


CIRCOLARE
  DEL MINISTERO DELL'INTERNO  N. 8/2012

OGGETTO: Elezioni comunali. Attribuzione premio di maggioranza ex art. 73, comma 10, d.lgs. n. 267/2000.

In vista delle elezioni comunali di domenica 6 e lunedì 7 maggio 2012, si ritiene opportuno richiamare l’attenzione delle SSLL su talune pronunce giurisdizionali intervenute in relazione a contenziosi insorti in merito all’esatta attribuzione del c.d. premio di maggioranza in favore della lista o gruppo di liste collegate al candidato sindaco eletto nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

In particolare, con sentenza n. 3021/2010, Il Consiglio di Stato, nel dirimere la questione vertente sulla corretta interpretazione dell’art. 73, comma 10, del d.lgs. n. 267/2000, ha chiarito, in estrema sintesi, che la percentuale prevista dalla citata disposizione per l’attribuzione del premio di maggioranza, in favore della lista o gruppo di liste collegate al sindaco eletto al secondo turno (mancato superamento del 50% dei voti validi da parte della lista o gruppo di liste collegate ad altri candidati sindaci), deve essere riferita  a tutti i voti validi espressi nel primo turno in favore dei candidati sindaci e non già ai soli voti di lista.

Con successiva sentenza n. 802/2012, pronunciata su analogo contenzioso, l’Alto Consesso ha sancito che anche nei casi di sindaco eletto al primo turno, ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, le percentuali previste dalla richiamata disposizione (40% dei voti validi ottenuti dalla lista o gruppo di liste collegate al candidato sindaco vincente, purché nessuna altra lista o gruppo di liste collegate ai restanti sindaci abbia superato il 50% dei voti validi) devono essere rapportate ai voti complessivamente espressi con riguardo ai candidati sindaci e non già ai soli voti di lista.

Sempre in merito all’applicazione dell’art. 73, comma 10, del d.lgs. n. 267/2000, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 01197/2012, ha ulteriormente precisato che, in assenza di specifica disposizione normativa, la percentuale del 60%, da assegnare in virtù del premio di maggioranza, deve essere determinata sempre attraverso l’arrotondamento per eccesso, anche nei casi in cui il numero dei consiglieri da attribuire alla lista o gruppo di liste collegate al sindaco vincente contenga una cifra decimale inferiore ai 50 centesimi. Ciò in quanto l’arrotondamento per difetto dei seggi da assegnare alla lista o gruppo di liste collegate al sindaco vincente non consentirebbe di raggiungere la percentuale minima di seggi alle stesse riservati (60%) e ciò “non corrisponderebbe né alla ratio della norma, né alla volontà del legislatore, rivolta a perseguire il fine fondamentale della migliore governabilità dei medi e grandi comuni”.

In relazione a quanto sancito dal Consiglio di Stato in tale ultima sentenza, si ritiene, peraltro, che il medesimo criterio di arrotondamento debba, per analogia, trovare applicazione anche alla disposizione contenuta nell’art. 71, comma 3, del d.lgs. n. 267/2000, relativa al numero minimo di candidati (non inferiore ai tre quarti), da comprendere nelle liste per le elezioni dei consigli comunali dei comuni sino a 15.000 abitanti, dovendosi ritenere tassativa, in assenza di espressa disposizione relativa all’arrotondamento, la soglia indicata dalla legge. 

 
Elezioni Comunali: Modifiche del procedimento elettorale PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Marzo 2013 13:13
Si riportano di seguito alcune novità introdotte da due leggi approvate nel 2012 e dall’entrata in vigore del censimento 2011.
 
Legge 96/2012 “Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi” oltre a normare la riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, applica, anche per le elezioni dei comuni superiori, la legge 515 del 1993, introducendo l’obbligo di rendicontazione per i candidati a sindaco e a consigliere comunale (anche se non eletti), nonché alla lista stessa e detta i limiti massimi delle spese elettorali. 
Inoltre, sempre per la legge 515/93, tutti i candidati (tranne per quelli che intendano spendere per la propria campagna elettorale meno di  2.500 euro, avvalendosi unicamente di denaro proprio) hanno l’obbligo di nominare un mandatario.
 
Legge 215/2012 “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali” stabilisce alcune importanti novità. La prima è che nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei/delle candidati/e con arrotondamento all’unità superiore (qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato da comprendere nella lista contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi).  Nel caso questa proporzione non venga rispettata, la Commissione Circondariale che verifica le liste, depennerà i nomi dei/delle candidati/e appartenenti al genere eccedente procedendo dall’ultimo della lista. 
Questa operazione da parte della Commissione Circondariale comporterà effetti diversi a seconda della fascia di popolazione del comune stesso. Infatti nel caso dei comuni inferiori a 15.000 abitanti la Commissione non potrà procedere con la riduzione sotto al numero inferiore al minimo prescritto, mentre nei comuni superiori qualora la lista all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescritto, la Commissione ricuserà la lista.   
Altra importante novità introdotta da questa legge riguarda la possibilità  nei comuni superiori a 5.000 di esprimere una seconda preferenza con il vincolo che queste devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista pena l’annullamento della seconda preferenza.

Censimento 2011. Da dicembre u.s. è entrato in vigore il censimento 2011. Questo determina la popolazione sulla base della quale vengono calcolati il numero di consiglieri da eleggere,  il numero di firme da raccogliere e ancora più importante il tipo di elezione a seconda che il comune sia superiore o inferiore a 15.000 abitanti (per le regioni a statuto ordinario). L’elenco dei comuni con la popolazione aggiornata lo trovate nella sezione Comunali 2013 a questo link